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 & pagina web pubblicata il: 19/07/2003 nella categoria: Luoghi da: InGranda

 
Itinerari da Ostana

    Ingiusto destino quello di Ostana, un ridente paesino dell’Alta Valle Po, rimasto appartato dal movimento turistico a causa della sua posizione arretrata (solo un paio di chilometri) rispetto alla strada Paesana

(tratta dal sito www.miomonviso.it )

Ingiusto destino quello di Ostana, un ridente paesino dell’Alta Valle Po, rimasto appartato dal movimento turistico a causa della sua posizione arretrata (solo un paio di chilometri) rispetto alla strada Paesana – Crissolo e agli itinerari più consueti che portano alla zona del Monsviso. Eppure ha tutte le carte in regola per una bella gita domenicale: gente cordiale ed aperta, desiderosa di comunicare, un’architettura caratteristica, un panorama di prim’ordine, uno straordinario colpo d’occhio sul Monviso ed una piacevole escursione alla punta Ostanetta (m 2375).Cartina_ostana.jpg (120919 byte)
La sua esposizione sud – Ovest ben si adatta alla villeggiatura estiva ed invernale per il clima generalmente mite. La zona potrebbe avere uno sviluppo di tipo residenziale mediante il restauro delle numerose “meire” abbandonate.

Pittoresca contrada che riunisce sotto il nome di Ostana un bel numero di borgate poste per lo più su un ripido pendio del versante di sinistra (dal punto di vista in cui scorre il fiume) della Valle Po dal quale si gode uno dei più esaltanti panorami sul massiccio del Viso. La sede comunale è in borgata Villa, a quota 1282.


Ritenuta, senza sicuro fondamento, di origine romana, Ostana viene fatta risalire all’epoca augustea: “Augustana” sarebbe stato il primitivo toponimo ed un “gladium”, la corta spada dei legionari romani, campeggia ancora sullo stemma comunale.

In epoca medievale fu dominio dei conti di Barge per poi passare al marchesato di Saluzzo. Interessantissimi esempi di case rustiche con balconi di legno e spazi aperti al sole sono ancora visibili in alcune borgate, nonostante ristrutturazioni non sempre felici.

Notevole infine per la panoramica posizione della cappella di S. Nicolao, una delle più antiche chiese della valle.

Come già detto più volte causa un continuo menefreghismo (da parte di chi non lo sapremo mai) sta purtroppo entrando a far parte di un terzo mondo della montagna!!!

 

Le borgate di Ostana

Giustamente rinomate per l’architettura delle case, la struttura dei nuclei abitati nonché per lo spettacolare panorama sull’antistante massiccio del Viso, le borgate che nell’insieme costituiscono il comune di Ostana possono formare oggetto di un interessante itinerario, attento a cogliere i segni (ancora visibili nonostante ristrutturazioni ed interventi non sempre indovinati) e le testimonianze di una vita alpina oggi tramontata.

Le borgate si possono ripartire in due distinti gruppi raggiungibili con diverso percorso: strette vie asfaltate le uniscono quasi tutte inerpicandosi su ripidi pendii a monte della provinciale di fondovalle.

L’ottima esposizione al sole ne fa un itinerario privilegiato a piedi anche e soprattutto durante la stagione invernale quando meglio è possibile godere, per la limpida tersa atmosfera, della vista sul Viso.

Dalla provinciale di fondovalle (circa un paio di Km a valle di Crissolo) all’altezza del ponte sul rio Tossite (m 1140), la stretta diramazione per Ostana che s’inerpica sul ripido fianco montuoso con un paio di tornanti. All’altezza del secondo tornante (ove campeggia una croce con stinti motti in latino, tra i quali è ancora leggibile l’invito evangelico “petite ed dabitur vobis”) si trova una bivio (m 1200 circa): il ramo di sinistra porta alle borgate di Ciampagna, quello di destra, più importante, sale alla sede del comune di Ostana, visibile a breve distanza.A)
Con la strada di destra, superate a monte le poche case dei Marchetti adagiate in una conchetta che ospita un piccolo parco-giochi di fianco ad un edificio ben restaurato, si raggiunge Villa (m 1282 – Km 1.3 dal bivio con la provinciale di fondovalle) dove è posta la sede comunale.
Il municipio e l’ufficio postale si affacciano su una minuscola piazzetta sulla quale sorge anche l’antico palazzetto dei conti Lombardi di Lomborgo, con stemma gentilizio affrescato in apposita finestrella della facciata. Anche una Madonna col Bambino, con San Chiaffredo vi sono effigiati.Dalla Villa una recente carrareccia ancora sterrata scende alla sottostane borgata Ciampetti (m 1131: è la borgata più bassa di Ostana) che conserva tra le vecchie case la settecentesca cappella con porticato, dedicata alla Madonna del Carmine. Ciampetti è anche collegata alla provinciale di fondovalle con propria diramazione stradale.

Sempre da Villa, con una ripida curva a gomito che precede il centro abitato, la rotabile asfaltata si eleva stretta e con un paio di tornanti transita di fianco alla piazzola che ospita l’isolata chiesa parrocchiale di San Claudio, risalente al ‘600, con facciata rinnovata nel 1925. L’edificio è stato ricostruito dopo i seri danni provocati nell’inverno 1972. Caratteristica all’interno (a sinistra entrando) la zona absidale che sfrutta l’esposizione a Sud ed una quota inferiore per la cappella invernale.

La strada prosegue sempre ripida e tortuosa diramandosi presto: a destra la via per la borgata S. Bernardo va a terminare in prossimità dell’omonima cappelletta (m 1341) con campanile a vela e decorazioni floreali stilizzate; mentre a sinistra la strada (da seguire) raggiunge con tornanti la borgata Miribrart le cui case sorgono a monte della cappella di S. Antonio (m 1350).
La via transita sotto il porticato dell’edificio sacro secondo una consuetudine che ancora si ritrova nelle borgate alpine: il portico delle cappelle visto come momento di sosta o riparo per uomini, muli e carri. Certo più molesto ed irriverente appare oggi il veloce passaggio di rombanti fuori-strada….Di fianco alla cappella il rustico edificio del forno della borgata ospita oggi il posto telefonico pubblico: dal campaniletto a vela che sovrasta il piccolo edificio pende ancora la campana che veniva suonata al termine della cottura dal pane (così almeno testimoniano gli ultimi anziani della borgata).Tortuosa la via prosegue oltre la cappella di S. Antonio (altro piccolo parco – giochi per i bambini) e perviene alla frazione Bernardi (m 1404) i cui grandi edifici espongono a Sud le “lobie”, ariose balconate in legno che ornano ed arricchiscono di spazi le facciate in pietra sottile.

All’ingresso della borgata la strada si divide: a destra un ramo conduce alla vicina cappella di S. Nicolao (m 1422) eretta su un poggio roccioso che dall’alto domina la confluenza del torrente Lenta (di Oncino) con il Po.

Il panorama si estende sull’intera catena alpina del Viso, dal Colle Cervetto sino alle Traversette e dalle cime del Meidassa-Granero sino alla Sea Bianca-Frioland. La cappella, col campanile a vela che dà slancio alla facciata, svolse anticamente le funzioni di parrocchiale di Ostana e fu utilizzata come lazzaretto durante la peste del 1490. Alla cappella giunge una mulattiera che proviene dalla sottostante borg. S. Bernardo. Dalla piazzola nei pressi dell’edificio sacro è possibile scorgere verso Nord-Est la cappella di Santa Lucia della Valdetta, ma il sentiero che vi adduce non è praticabile per i rovi infestanti.La via che prima abbiamo lasciato volgere a sinistra con una strettissima curva, sale ripida ripida ai nuovi campi di tennis (purtoppo anche questo ennesimo tentativo di innovazione a causa di menti ristrette è fallito ed il locale annesso hai campi da tennis è chiuso e si sta pian piano rovinando!!!), quindi con un traversone verso ponente transita presso le sparse case Mirido e va a raggiungere le meire Serre inf. (m 1510). Sulla sinistra su un panoramico poggio svetta una grande croce metallica (m 1507): ai suoi piedi una lapide posta dall’ANA ricorda gli alpini caduti in guerra.La strada si affaccia ora sulla conca solcata dai valloni Massard e Tossite che incidono profondamente le praterie di altura (molto bella la veduta sulla testata della Valle Po), quindi, superato il grande serbatoio idrico e lasciata a sinistra una diramazione secondaria, si eleva con alcuni tornanti alla base della Costa Serviglione ove lascia le isolate meire Serre superiori.

Con un lungo traversone quasi pianeggiante verso levante la via transita ancora a monte delle meire Durandini (m 1649 – 1h 45 minuti circa da Ostana) e, non più asfaltata, va a raggiungere il Pian di Ciarm sul panoramico bordo dell’ampio avvallamento che incide i pascoli della Punta Selassa. Una fontana con vasca-abbeveratoio zampilla (quando è attivata) nei pressi dell’ edificio dell’acquedotto. Da questo punto si diramano gli itinerari al Colle Bernardo, Punte Ostanetta e Rumella (itinerario n.4) ed alla cappella di S. Lucia, alla Rocca Valdetta ed al Castello Oddino (itinerario n.2).B) L’accesso al secondo gruppo di borgate di Ostana avviene dal bivio a quota m 1200 circa (croce con i motti in latino) seguendo il ramo di sinistra (indicazione: Ciampagna) che si sviluppa pianeggiante mentre gradatamente si inoltra dall’alto nel selvaggio boscoso solco vallivo del rio Tossite.

Dopo una decina di minuti la via transita ai piedi di una barma rocciosa nella quale una lapide ricorda Bovero Lorenzo che costruì la strada nel 1937-1940 “superando impervi contrasti”.

La strada, sempre asfaltata, prende ad elevarsa guadagnando quota con un paio di tornanti e puntando ora verso Nord si inserisce nel valonetto del rio delle Combe che si supera su robusto ponte in cemento.

Inerpicandosi poi nel bosco di fianco alle tracce dell’antica mulattiera (della quale sono visibili ancora i robusti muretti a secco) la via tocca un modesto pilone con statuetta della Madonna e raggiunge la ventosa costa sulla quale, a destra sorge la cappella della Madonna del Buon Consiglio (m1374 – 40 minuti circa dal bivio di quota m 1200).

Un porticato protegge la facciata con affresco della Madonna con Bambino. Alla base della cappella una lapide ricorda, con i caduti, anche i “reduci riconoscenti alla vergine” ritornati dalla guerra del 1915-18. La cappella precede la grossa borgata Ciampagna che raggruppa i nuclei di Raso, Boda e Martino adagiati in una solatia conca.La strada pianeggiante si porta all’estremità occidentale della conca ove si biforca: il ramo di sinistra sale alle borg. Sagne, Fenoglio e Bertolini(di Crissolo), quello di destra (da seguire) si inerpica con tornanti alle case Martino caratterizzate dalla presenza di maestosi faggi.
Sulla parete delle casa in posizione più elevata (m 1457) si conserva il dipinto di una Crocifissione tra la Vergine addolorata col cuore trafitto dalle tradizionali sette spade ed un coro di angioletti. Il dipinto è datato 1802.Spettacolare la vista sul Viso.
Da qui la via prosegue per i pascoli della reg. Tampa Colletta.

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